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Bellissimi gli allenamenti del sabato mattina riservati alle cinture nere... Mi piaceva combattere e misurarmi con degli ottimi karateka che erano anche dei cari amici con i quali organizzare serate divertenti. Antonio Navarra, specialista dei kata, prodigo di consigli e "fornitore" di tavolette per il tameshiwari; Antonio Zagaria, con la sua esperienza unita alla simpatia; Paolo Abenavoli, mio grande amico, valido sia nel kumite che nel kata: ce le davamo "di santa ragione"; Carmine Feliù con il quale ho sempre avuto un rapporto di particolare affetto, ma sul tatami non risparmiavamo colpi; Carlo Strino, ottimo karateka, e anche un po' "pazzarello", con lui i combattimenti erano sempre intensi. In particolare, ricordo una finale, tra noi, in un torneo regionale a Caserta, terminata con il punteggio di 3 a 3 e che lui vinse all'enchosen (il golden gol del calcio). Angelo Santorelli, carissimo amico oltre che ottimo karateka, con il quale mi ritrovai all'esame di 2° dan (sostenemmo un ottimo esame); e gli altri simpatici compagni di allenamento: Maddalena Fiorillo, Toni Magnotti, con il quale partecipai ai Campionati Italiani Universitari a Rimini,  assieme a Paolo Abenavoli e Carlo Strino ,Gigi Mercadante e Genni Sarnacchiaro con i quali partecipai, assieme agli altri componenti la squadra, agli Internazionali Open d'Italia, Gianluca Limata, Massimo Domanti, Luca De Simone, Davide Cuomo. Mi devono perdonare coloro che non ho nominato.   

Ho un ricordo molto piacevole di quel periodo: quando incontro gli amici della squadra è una gioia stare insieme e ricordare aneddoti e situazioni spesso divertenti.

Nel '93 e '94 oltre al karate mi allenai anche in altre discipline e partecipai con ottimi risultati sia a competizioni sia a stage di karate tradizionale, karate point e kickboxing.

Successivamente ripresi ad allenarmi con il mio sensei Enzo Mola presso il suo nuovo dojo il Ki Ken Tai, sempre a Napoli, vincendo nel 1996 il Master, mia ultima competizione ufficiale.

Purtroppo sono stato costretto ad abbandonare questa mia passione per sei anni, finché nel Gennaio 2003 ho ripreso ad allenarmi, praticando kickboxing presso il Vip Center del M° Salvatore Izzi.

E' così che ho incontrato Angelo Oliva, un ottimo karateka oltre che kickboxer, che come me voleva misurarsi in altre discipline. Entrambi condividiamo la passione per il karate e per gli sport da combattimento in generale.

   Del karate ho studiato lo stile più diffuso in Italia, cioè lo Shotokan, codificato dal M° Funakoshi e diffuso in Italia dal M° Hiroshi Shirai incaricato dal M° Nakayama, all'epoca capo della Japan Karate Association. Ma sono molto attratto da altri due stili: il Kyokushinkai Karate del M° Mas Oyama e il Seido Karate del M° Ishi  da cui è nato il famoso K-1.

    Questi tre stili di karate si differenziano soprattutto per il regolamento del kumite da competizione, ma lo spirito e la forza del karateka prescindono da ogni stile e regolamento.

Sia il Kyokushinkai che il Seido ammettono il contatto pieno nelle competizioni sportive: nel primo ci si affronta senza alcuna protezione alle mani ed ai piedi in un combattimento continuato. Sono consentite le ginocchiate, i pugni ed i calci al bersaglio grosso, al viso ed alle gambe, ma non i pugni al viso; è ammesso il ko.

   

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